Il contributo delle nuove generazioni al percorso di riforme italiano ed europeo: HUBBLE


Si è svolto sabato 21 ottobre, a Firenze, l’evento inaugurale di “HUBBLE: lo spazio delle idee”, il progetto di innovazione legislativa dedicato ai giovani e promosso dalla Fondazione Cultura Democratica.
Durante l’evento, organizzato nei minimi dettagli, noi partecipanti abbiamo potuto scegliere tra 24 tavoli tematici nei quali raccontare una propria idea per l’Italia e l’Unione Europea; in seguito, nel pomeriggio, insieme al Segretario Nazionale del Partito Democratico Matteo Renzi, è stato possibile prendere parte a 4 InnovationTalks su temi strategici quali: lavoro, welfare, made in Italy, smart cities e sostenibilità con ospiti dal mondo delle istituzioni, dell’Università e delle imprese.
Le migliori idee emerse nei tavoli tematici saranno sviluppate attraverso eventi territoriali ma soprattutto grazie al supporto di un’APP che, presentata ufficialmente ieri, unirà la rete di giovani innovatori consentendo di organizzare attività in ogni Comune italiano e promuovendo un confronto attivo sui temi d’innovazione che porti alla redazione di veri e propri disegni di legge.


Sulla via del ritorno, dopo una giornata così intensa, ho pensato molto a Hubble. Non solo all’Hubble “spazio delle idee” vissuto a Firenze, alle proposte che inseriremo nel programma elettorale delle prossime elezioni e ai progetti concreti che porteremo il primo dicembre in Senato; ma proprio a Hubble, il telescopio.

La storia racconta che Hubble, il telescopio più famoso ed evoluto della storia, nacque imperfetto: con un difetto così piccolo che gli scienziati se ne accorsero solo dopo averlo lanciato in orbita. 
Hubble, infatti, scattava delle foto, foto senz’altro belle per l’epoca ma non abbastanza definite, a causa un millimetrico problema allo specchio.
A questo punto si presentavano due opzioni.

La prima era di allargare le braccia, lasciare le foto imperfette, accontentandosi di quanto era stato fatto. Forse nessuno se ne sarebbe accorto.

Oppure si poteva fare una scelta molto più coraggiosa, che voleva dire studio, rischio, sperimentazione e ancora lavoro.
Fu scelta quest’ultima strada: sette astronauti vennero mandati nello spazio e, dopo cinque giorni di fatiche e lavoro in orbita, risolsero il guasto.

Ecco, proprio in questa direzione abbiamo lavorato oggi con Matteo Renzi, trenta parlamentari dei gruppi PD di Camera e Senato e i volontari della Fondazione Cultura Democratica. Ed infine, in questo viaggio di ritorno, ho pensato anche a quanto “copernicana” sia questa politica che lavora, sperimenta, studia, ascolta.

Una politica preparata e seria, che non si accontenta, che non allarga le braccia, che non si basa sul dare un contentino ai cittadini, ma che rischia anche di essere impopolare per provare a rendere il nostro Paese migliore.

Sergio Arizio

Hubble: l'intervento di Matteo Renzi

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Appello al Segretario Cucca per osservanza del 50% di genere nella composizione della Segreteria regionale

Caro Segretario,

nel rinnovarti gli auguri di buon lavoro per questa nuova avventura come nostro Segretario regionale ti chiediamo formalmente di applicare il metodo PD, ossia di tenere conto per la formazione della segreteria dell’adeguata presenza femminile, ossia il 50%, e che cercherai di far applicare questa regola a tutti i livelli. In verità siamo il 51% della popolazione sarda, ma quell’1% ve lo abbuoniamo in segno di pace, si scherza. Noi non ci stancheremo mai di ricordartelo.

Siamo certe che non avrai problemi ad individuare le donne giuste per ogni incarico, la Sardegna è piena di donne capaci, preparate e coraggiose.

Siamo convinte che opererai le giuste scelte, e potrai sempre contare sul popolo femminile del Partito Democratico della Sardegna, come sai non ci tiriamo mai indietro e saremo sempre in prima linea per il bene della nostra gente e del nostro territorio. Ci aspettano mesi complicati, il lavoro non ci spaventa contiamo che sceglierai una Segreteria che proceda spedita verso una riorganizzazione del territorio, che coinvolga associazioni e persone per un nuovo inizio, dobbiamo tenere conto anche dei tanti nuovi iscritti.

La gente non è stanca della politica, anzi, è cresciuta la voglia di partecipare e di incidere, semplicemente non si riconosce nelle stanche e incomprensibili liturgie della politica che frenano entusiasmo ed energia.

Dobbiamo recuperare più di un anno di immobilismo, ora insieme e compatti torniamo ad essere punto di riferimento e promotori di idee e progetti per il benessere della nostra gente e per la salvaguardia del nostro territorio.

Speriamo che la lunga attesa per la formazione della segreteria regionale sia ricompensata dalla qualità dei suoi componenti.

Ti ringraziamo per l’attenzione e confidiamo nel tuo sincero rispetto per l’uguaglianza.

Un sorriso e un abbraccio

LA LUNGA STRADA VERSO UNA CAGLIARI UNIVERSITARIA

Plenaria animata al Copernico. Si parla di Università e città universitaria. Cagliari ospita ogni anno quasi trentamila studenti e ancora fa fatica nel sentirsi a tutti gli effetti una città universitaria e a garantire ai ragazzi quella cittadinanza studentesca che da anni richiedono.

Abbiamo iniziato ad affrontare questo tema invitando per primi i rappresentanti degli studenti che hanno generosamente risposto all’invito del nostro circolo per portare le loro posizioni anche aspre di critica verso una politica che negli ultimi dieci anni ha intrapreso una strada che sta portando a una crisi acuta del sistema universitario nazionale.

Cagliari Universitaria, UNICA2.0 al Copernico

Alessandro, Luca, Francesca, Francesco, Giuseppe, Claudio, Roberto, Sara e Andrea rappresentano un po’ tutti gli organismi in cui è articolata la complessa realtà dell’Università: dal Senato Accademico, con il suo ruolo di indirizzo politico, all’ERSU, l’ente regionale per il diritto allo studio universitario, dal Consiglio degli studenti, che racchiude le rappresentanze studentesche a tutti i livelli, al Nucleo di Valutazione d’Ateneo fino al Comitato per lo Sport Universitario. Insieme al Consiglio d’Amministrazione l’associazione Unica 2.0 attualmente ricopre quasi il 90% delle cariche negli organi centrali e ci ha descritto la situazione del sistema universitario senza fare sconti per nessuno. Interessante è stato anche il confronto con chi del circolo all’università ci lavora, consentendoci un confronto dei diversi punti di vista di studenti, docenti e ricercatori.

Durante due ore e mezza di botta e risposta con gli studenti, il quadro delle politiche per l’università portate avanti dagli ultimi governi dal 2010 in poi (dalla Gelmini passando per Profumo, Carrozza fino alla Giannini): stanno aumentando pericolosamente gli squilibri tra le università (introducendo parametri di valutazione che svuotano di risorse le università del sud Italia a vantaggio di quelle del nord), si sta investendo troppo al di sotto della media europea in ricerca e innovazione (1,5% del PIL contro il 3% proposto dal trattato di Lisbona), non tutte le regioni garantiscono i fondi per il diritto allo studio per servizi e borse di studio (nonostante l’articolo 34 della Costituzione secondo cui “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”).

Cagliari Unversitaria: UNICA2.0 al Copernico

Il Comune di Cagliari in questi anni ha avviato un percorso positivo di collaborazione con l’Università e di ascolto degli studenti: per la prima volta un intero dibattito in Consiglio Comunale è stato dedicato all’Università invitando Rettore, ERSU e studenti per discutere di cosa la città possa fare per valorizzare l’enorme patrimonio costituito dalla presenza degli studenti. Da là è stato istituito un tavolo istituzionale tra sindaco, assessori e rappresentanze studentesche per affrontare i problemi e proporre soluzioni rispetto ai temi della residenza, della mobilità e dei servizi culturali. Positiva è l’attivazione dei tirocini formativi e gli spazi per lo studio e l’aggregazione giovanile (ultimo in ordine di tempo il potenziamento della Mediateca del Mediterraneo). Non tutto è idilliaco, ovviamente, questi tavoli potrebbero avere una cadenza più regolare e il comune potrebbe maggiormente coinvolgere nell’offerta culturale della città anche le tante associazioni studentesche che sono pronte a collaborare con le proprie competenze e il proprio entusiasmo.

Sono passi che si possono e si dovranno fare.

Una scrollata di spalle per il nostro circolo su un tema che continueremo ad approfondire nelle prossime settimane.
Da una parte, nel momento in cui il centrosinistra sta mettendo a punto il programma da proporre per il prossimo mandato di Massimo Zedda è importante capire insieme quali passi potrà fare la prossima amministrazione comunale per rendere gli studenti protagonisti attivi della vita della città.
Dall’altra perchè alcune scelte del governo nazionale guidato oggi dal nostro partito rischiano di mettere letteralmente a rischio la vita dell’Ateneo di Cagliari.

Maria Del Zompo, da qualche mese nuovo Rettore dell’Università, ha lanciato il 5 febbraio un grido d’allarme a tutte le istituzioni perché si attivino con il governo Renzi per cambiare l’indirizzo delle politiche nazionali sull’università. Erano presenti, oltre al presidente Pigliaru, anche diversi parlamentari del PD a cui rivolgere un appello per prendere in mano una situazione che sta diventando sempre più critica.

Per questo abbiamo invitato alla prossima plenaria del circolo il Rettore per capire meglio la situazione e capire cosa noi, circolo tematico del PD, possiamo fare per sensibilizzare su un tema fondamentale per il futuro della Sardegna e del nostro Paese.

Matteo Lecis Cocco Ortu

L’ENERGIA AL TEMPO DELLA SHARING ECONOMY l Giovedì 29 gennaio 2015

Il Circolo Copernico del PD, SEL Cagliari e Meglio di Prima non ci basta organizzano l’incontro pubblico “L’energia al tempo della sharing economy” per conoscere un nuovo modello di produzione e distribuzione di energia elettrica basata non sul profitto di pochi ma sulla redistribuzione dei benefici a tutti i soci.

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Nel 2011 l’86% dell’energia prodotta in Sardegna proviene dalle centrali termoelettriche: sono centrali non moderne, in alcuni casi molto inquinanti, fortemente incentivate, e con seri problemi inerenti le bonifiche ambientali di alcuni siti e vincolate al prezzo (crescente) dei combustibili fossili.
Il passaggio ad un modello diverso da quello tradizionale è un passaggio che possiamo solo rimandare nel tempo, ma che è ineludibile.
Sul fronte delle rinnovabili occorre rivedere al rialzo le previsioni di produzione del Piano Energetico Regionale, e valutare secondo criteri differenti la costruzione di grandi campi eolici e fotovoltaici, investendo maggiormente su una “rete intelligente”, che sappia valorizzare le piccole produzioni gestendo in maniera efficiente la distribuzione.

Nel 2014 nasce la prima cooperativa etica in Italia che fornisce elettricità sostenibile creato e gestito dalla comunità di utenti. Ne parliamo con Matteo Zulianello, fondatore di ‘è nostra‘ (www.enostra.it) e con Antonio Sarigu (PD) e Andrea Zucca (SEL).

è nostra‘ intende favorire la produzione di energia dal basso, fondata sui valori di bene comune, di innovazione sociale e di rispetto ambientale. Il modello prevede una gestione democratica e trasparente, con la partecipazione diretta dei soci alla definizione di scelte strategiche e operative della cooperativa. Ogni socio sceglie di essere consumatore attivo e fornitore etico e responsabile.
‘è nostra’ nasce nella cornice di un progetto europeo (REScoop –http://www.rescoop.eu/it) finanziato dal programma Intelligent Energy Europe, studiando l’esperienza di paesi come Francia, Belgio, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Danimarca in cui le cooperative di comunità di produzione e consumo di energia rinnovabile sono pratica consolidata e soddisfano la domanda energetica di decine di migliaia di soci.

Giovedì 29 gennaio 2015 alle ore 18,30 presso la sala della Società degli Operai di Mutuo Soccorso in via XX Settembre n. 80, Cagliari.

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Centrosinistra a Cagliari #èpossibile | Tre anni di amministrazione

A maggio 2011 il centrosinistra rappresentato da Massimo Zedda vinceva le elezioni. Per la prima volta il capoluogo della Sardegna è amministrato da una maggioranza progressista, nel pieno della crisi e in uno dei periodi più difficili per i comuni nella storia d’Italia.

Dopo tre anni di lavoro intenso, lontani da ogni appuntamento elettorale, ci interessa capire la percezione dei cittadini cagliaritani sull’operato della nostra amministrazione, consapevoli che uno dei limiti principali che stiamo avendo è proprio quello della comunicazione.

Partiremo dalle dichiarazioni programmatiche del sindaco – approvate dal consiglio comunale a ottobre 2011 – che rappresentano l’impegno preso dal centrosinistra sul quale misurare la bontà della nostra azione politica.

“Ora tocca a noi” dicevamo, e per questo chiediamo la tua collaborazione: prenditi un po’ di tempo (10 minuti circa) per rispondere al seguente questionario e in ogni sezione indicaci i temi che credi siano importanti per la nostra città e su cui è necessario un ulteriore impegno.

Grazie per la tua collaborazione!

 

 

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[Laura Pisano] & la direzione ostinata e non contraria

Ieri sera nella sede PD di Oristano si è tenuta una lunga, appassionata e complessa direzione regionale tematica del partito.
Oggetto della discussione era la presentazione, da parte dell’assessore regionale Luigi Arru, delle linee programmatiche in materia di sanità e politiche sociali.
La direzione è stata proposta subito dopo le europee, nell’ambito di un percorso tematico che vorrebbe vedere lavorare di concerto il partito, i consiglieri regionali, gli altri rappresentanti istituzionali, per affrontare le diverse questioni e raggiungere con una sintesi virtuosa le molteplici e difficili urgenze che la politica sarda si trova a dover affrontare, dopo cinque anni sgoverno di cdx, alle prese con una crisi di sistema che ne travolge il sistema economico, sociale e culturale.
L’ambizione era un dibattito ampio, plurale, ricco di spunti propositivi, di costruzione di prospettive.
In effetti è stato proprio così. Un dibattito senza pregiudizio, con posizioni articolate, analisi puntuali e attenzione ai bisogni dei cittadini, alle richieste dei territori, alle risorse disponibili.

La questione che a torto o ragione in molti ritenevano centrale della discussione, la nascita in Sardegna e in Gallura, di un nuovo polo sanitario di alta specialità, è stata affrontata con serenità e approfonditamente. L’arrivo di un autobus di ospiti inattesi, inizialmente furenti e male informati, non ha modificato l’approccio alle questioni. Il punto centrale, lo snodo del ragionamento, non era, e non è mai stato, SE fare o no dell’incompiuta olbiese di don Verzè, un punto di offerta sanitaria di eccellenza, quello è un dato pressoché acquisito fino dal 2006!
Il punto era capire COME farne una risposta vera, possibile di eccellenza ai bisogni della Sardegna intera, e per questo è necessario attendere ancora qualche ora, uno o due giorni al massimo e capire quale possa essere la mediazione possibile proposta dalle parti in questione, Giunta regionale e Qatar Foundation.

San Raffaele - Olbia
La struttura del San Raffaele a Olbia – fonte Unione Sarda

Non abbiamo bisogno di moltiplicare la spesa sanitaria, già una delle più elevate tra le regioni italiane, per servizi esistenti. Questo mi pare ovvio e così è parso anche a tutti, TUTTI, gli intervenuti, che hanno portato ragioni e qualche perplessità, ma sostanzialmente la Direzione democratica ha dimostrato e valutato che ha capacità di riflessione ampia, aperta e costruttiva.
La riorganizzazione della rete ospedaliera, il miglioramento dell’offerta sanitaria territoriale, la messa a punto di politiche sanitarie che possano tradursi velocemente in ampliamento del godimento del diritto alla salute, che pongano argine e sollievo a quanti sono costretti a liste d’attesa, a viaggi della speranza e non trovano ancora le risposte nel sistema socio sanitario sardo, malissimo amministrato e peggio programmato dalla giunta e dai manager di centrodestra.
Univoca la richiesta di riequilibrio e coerenza agli obiettivi, ambiziosi da raggiungere e che necessitano di riflessione e un cambio di passo della dirigenza delle Asl. Restano molti argomenti da affrontare e li si affronterà all’interno di altre ed appropriate sedi di discussione, con il coinvolgimento ampio di operatori sociosanitari, di pazienti e familiari, di organizzazioni e associazioni che di assistenza e sanità si occupano.

A me resta forte il ricordo di alcuni interventi ed in particolare di CARLO CAREDDU, che ha ben saputo presentare e rappresentare i bisogni e le aspettative legittime di un territorio laterale, che paga, sanitariamente parlando, un’incompiuta rivoluzione sanitaria, malgrado gli ingenti investimenti ad esso destinati nel piano sanitario regionale della Giunta Soru e non portati a termine dall’inconcludenza di matrice cappellaciana; di NICOLA CILLARA che ha ben individuato il nocciolo della questione nella scelta di modello sanitario possibile, nelle politiche di prevenzione indispensabili e più che carenti, assenti, da cinque anni. Ma molto buono anche quello di GIUSEPPE MELONI, neo consigliere di Loiri Porto San Paolo che ha bene evidenziato le aspettative tradite, il senso di riscatto che la comunità della Gallura poteva trarre dal completamento di un percorso atteso vent’anni, per rinvigorire il tessuto socioeconomico oltreché avere, finalmente, un’offerta sanitaria congrua ai criteri di appropriatezza ed eccellenza.
Si è discusso di sanità veterinaria, argomento delicato e spesso sottovalutato ma che ha ricadute pesantissime sul sistema economico ed anche della salute, che nella povertà ci si ammala di più e più gravemente.

L’arrivo di una cinquantina di persone esasperate e male informate,convinte, a torto, che in quella sede di discussione si volesse decidere per un blocco del progetto, umiliandone le aspettative, è stato inizialmente difficile. Quando le persone sono preda di bisogni primari, come salute e lavoro, è facile alimentare diffidenze, paure e rancori e questa è cosa che amareggia e mortifica la politica. Non è in questo modo che la politica deve operare, e se questo è stato fatto, come ieri è parso evidente dal tenore delle discussioni a margine ed in esterno al confronto interno alla sala, è stato un errore grande. Malgrado qualche intemperanza la situazione si è presto normalizzata e loro stessi hanno compreso, credo, che il Partito democratico ha a cuore l’interesse generale, che ha capacità di gestire le differenti istanze e che intende essere di supporto e sostegno ad un progetto di sanità che mette al centro la cura e il progresso di territori e persone.

Quello che è emerso, è che il PD c’è, discute, si interroga, propone e lotta per la cura e la salute della Sardegna tutta e non per una parte sola, politica, geografica, o di fantomatici poteri che dir si voglia.

[Rosanna Mura] Per superare l’omofobia, riconoscere i diritti

L’omofobia è un male pesante, strisciante e a tratti silenzioso. Pare scomparire e lasciare spazio alla civiltà e, invece, riappare.

Una battuta, una presa in giro, qualcosa di più.

E gli altri, quelli che pure non condividono, che si trovano spesso a dover scegliere se sopportare per quieto vivere in silenzio o protestare per qualcosa che, magari, non li riguarda direttamente.

Scelta durissima e che costa fatica proprio perchè spesso non coinvolge direttamente la persona che, omosessuale non lo è.

E sulla base di questa, falsa, illusione molti si chiamano fuori, si sottraggono pensando che non ci si può occupare di tutto, di tutti, di tutte le battaglie, di tutte le cause sopratutto se, in fondo, non ci riguardano direttamente.

E invece si che ci riguardano, tutti e tutte.

Ci riguardano come componenti della razza umana, come persone.

Ci riguardano perchè o siamo liberi di essere come siamo tutti, o non è libero/a in realtà nessuno/a.

Cosa permette il permanere di situazioni di fobia del (presunto) diverso?

Forse sbaglio ma credo che ci sia una correlazione profonda tra il mancato riconoscimento dei diritti civili agli omosessuali e il permanere, il risorgere in alcuni casi di casi e tendenze omofobe. La scuola è la casa di tutte le diversità e le differenze.

Da qui deve partire un messaggio positivo di superamento dell’omofobia e di contrasto agli episodi che si dovessero verificare.

La scuola è un momento fondamentale della democrazia: l’omofobia deve essere contrastata con strumenti efficaci e forti ma sopratutto con la programmazione di tutti i giorni.

A scuola si forma il Paese del futuro.
L’omofobia non deve farne più parte.

 

Omofobia a Scuola

Sabato 21 giugno dalle 9,30 in via Tempio 22 a Cagliari, Arc e il Laboratorio di Democrazia Paritaria e Diritti Civili del Circolo Copernico ragionano insieme di come si previene e si contrasta l’omofobia a scuola.
Insieme.