Due parole sulle elezioni europee

Il 26 Maggio le Elezioni Europee ci hanno presentato un quadro politico continentale e nazionale che necessita di un’attenta riflessione. Rispetto a quanto da loro proclamato in tutta la campagna elettorale, i sovranisti non sfondano: Salvini, Madame Le Pen e compagnia cantante rimangono una minoranza all’interno del Parlamento Europeo.

I due partiti tradizionali che sino ad oggi avevano retto l’Unione Europea (il PPE e il PSE) subiscono, però un forte ridimensionamento, superiore alle attese i popolari, inferiore alle attese i socialdemocratici; crescono i Liberali e i Verdi. Questi ultimi in particolare, hanno un vero e proprio boom in Germania (secondo partito dopo la CDU) e in Irlanda e Finlandia, ma hanno una crescita omogenea più o meno in tutto il continente (in Francia sono terzi dopo En Marche e RN).

I Verdi crescono a discapito della sinistra radicale, che subisce un vero e proprio tracollo, reggono l’urto solo Syriza in Grecia, Podemos in Spagna e la sinistra portoghese. Il premier greco però finisce secondo dopo i democristiani e chiede il voto anticipato.

I socialdemocratici, vanno molto bene in Spagna, Portogallo, Danimarca e Svezia, ma crollano in Francia e Germania. I Popolari calano in tutto il continente pur confermandosi primo partito europeo e hanno un vero e proprio boom in Ungheria con Viktor Orban oltre il 50% (si, Orban appartiene al PPE).

Nel Regno Unito Farage si conferma primo come alle Europee del 2014, crollano conservatori e laburisti e anche qui avanzano Verdi e Liberali. In generale il dato  però è che l’Europa si conferma a netta maggioranza europeista, ma popolari e socialisti avranno bisogno dei liberali per ottenere la maggioranza e dovranno tener conto delle istanze dei Verdi.

L’Italia fondamentalmente è l’unico paese europeo in cui i sovranisti sono riusciti a sfondare, la Lega di Matteo Salvini ottiene una vittoria netta: primo partito al 34% e guadagna oltre 3 milioni di voti.

Il Partito Democratico si conferma secondo partito come un anno fa ma pur crescendo dal punto di vista percentuale (dal 18,7% al 22,7%) mantiene in numeri assoluti i voti del 4 Marzo 2018, anzi subisce una piccola perdita di circa 120000 voti, pur avendo incluso nelle proprie liste Articolo 1 e Democrazia Solidale, segno che la strada da fare è ancora tanta.

Il Movimento 5 stelle subisce un vero e proprio tracollo rispetto alle politiche, perde oltre 6 milioni di voti e crolla al 17%, pagando una performance di governo inferiore alle aspettative create e l’astensione al Sud del proprio elettorato.

Forza Italia è al suo minimo storico, segno che il Cavaliere ormai ha perso smalto. Fratelli d’Italia guadagna 2 milioni di voti rispetto alle politiche.

Il dato da analizzare per il Partito Democratico è che sostanzialmente si trova affianco nel campo del centrosinistra solo terra bruciata, +Europa non va oltre il 3% nonostante l’alleanza con Pizzarotti e i socialisti, La Sinistra di Fratoianni è ridotta all’1%, i Verdi non raggiungono il 3% pur raddoppiando i voti rispetto al 2014. E’ ora che il partito apra al suo interno una riflessione seria sui contenuti da portare avanti, la lotta ai cambiamenti climatici, ad esempio, che conquista gli elettori più giovani in tutta Europa può e deve essere portata avanti dal PD in Italia.

Siamo noi l’argine alla destra e lo conferma il magnifico risultato delle Amministrative e in generale nelle grandi città. Firenze, Genova, Roma, Milano, Bologna, Bari e dulcis in fundo Cagliari. Nella città del sole il PD è primo partito al 30,99% , ma questo non ci autorizza a cullarci sugli allori in vista delle Comunali del 16 Giugno, c’è una città da difendere e continuare a tutelare.

Sintetizzo, con un bene ma non benissimo.

Rimbocchiamoci le maniche perché c’è un’alternativa da costruire.

 

Matteo Garau

Pubblicato da

Circolo Copernico

Il circolo Copernico è un circolo tematico del Partito Democratico nato a Cagliari nell’autunno 2012, si occupa di affrontare tematiche legate a città-territorio, diritti e partecipazione in tutte le varie accezioni dei termini.

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