Sul latte versato

È ormai da un paio di giorni che assistiamo alla cosiddetta “guerra del latte”, centinaia di pastori scesi nelle strade a buttare il latte in segno di protesta per il prezzo iniquo.
Il mondo politico, per quello odierno ormai è un obbligo, è corso subito a “commentare”.
In pochi hanno proposto soluzioni, in pochi ancora hanno agito quando ne hanno avuto l’occasione.

Le opposizioni all’attuale Giunta Regionale, presieduta dal Prof. Francesco Pigliaru, prendono la palla al balzo per attaccare dimenticandosi che i pastori sardi pagano anche scelte scellerate della Lega sulle quote latte del Nord.
Si accusa il professore e il suo assessore competente in materia, Caria, di non aver agito sul mondo agropastorale.

In realtà basta citare quattro provvedimenti:

  • il pegno rotativo, che ha consentito alle imprese di ottenere agevolmente finanziamenti bancari fornendo come garanzia i propri formaggi a media e lunga stagionatura;
  • i 45 milioni di euro stanziati per superare l’emergenza siccità di due anni: ne hanno beneficiato 11mila aziende;
  • su stimolo della Regione il governo ha attivato il bando per acquistare il formaggio da destinare alle organizzazioni che seguono le famiglie in difficoltà;
  • la recente costituzione dell’OILOS – Organismo Interprofessionale Latte Ovino Sardo – che ha avuto il riconoscimento del ministero competente e che vede insieme tutta la filiera della produzione del formaggio: produttori e trasformatori, insieme a tutti i soggetti istituzionali ed economici del comparto. In questo organismo i pastori sono rappresentati due volte, come produttori primari e come cooperative.

Sulla questione del prezzo non è la Regione a decidere, il nostro ex Ministro all’ Agricoltura Maurizio Martina propone al Governo gialloverde due proposte: la creazione di un fondo latte-ovino da almeno 25 milioni di euro e un patto di filiera per il pecorino che parta dai costi di produzione stimati.

Il candidato del centrosinistra alla Regione Sardegna Massimo Zedda propone:

  • per l’oggi serve un intervento immediato di legge, come già fatto a livello nazionale per il latte bovino, per l’istituzione di un Fondo da almeno 20 milioni di euro, utili per fare fronte alle difficoltà di un sistema in cui le grandi centrali pagano troppo poco rispetto al costo di produzione.
    Il lavoro dei pastori non può essere sottopagato.
  • Per il domani: un patto di filiera, con la Regione e lo Stato garanti, perché maggiori benefici arrivino a chi produce. Puntualità nei pagamenti degli incentivi che saranno necessari per la diversificazione dei prodotti e la destagionalizzazione della produzione del latte, l’attivazione di misure che rendano possibile l’accesso al credito per i soggetti indebitati per aiutarli a ripartire, sono alcune delle vie da seguire.
    Serve anche che i pastori siano aiutati a fare sistema, per non essere vittime in solitudine di un quadro come quello attuale.

C’è chi propone idee e soluzioni e c’è chi è bravo solo a fare inutili proclami.

 

Matteo Garau

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Pubblicato da

Circolo Copernico

Il circolo Copernico è un circolo tematico del Partito Democratico nato a Cagliari nell’autunno 2012, si occupa di affrontare tematiche legate a città-territorio, diritti e partecipazione in tutte le varie accezioni dei termini.

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